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venerdì 13 maggio 2011

Ligue 2, il giocatore del giorno- Yannick Sagbo

(foto France Football)

La striscia positiva di sette partite senza sconfitte iniziata il 1° aprile e tuttora in corso, che ha lanciato l'Evian in testa alla classifica di Ligue 2 a tre giornate dal termine del campionato, è coincisa con l'esplosione di Yannick Sagbo, ventiduenne attaccante franco-ivoriano la cui storia sembra per il momento ricalcare quella di tanti ragazzi che fanno faville a livello giovanile, per poi perdersi lungo il percorso e tornare alla ribalta in un contesto differente.

Sagbo nasce il 12 aprile 1988 a Marseille e fin dall'infanzia il pallone è onnipresente nella sua vita, tra le partite dell'OM viste in compagnia del padre ed i primi calci tirati in strada insieme ai fratelli maggiori, uno dei quali è il noto difensore dell'Amburgo Guy Demel, più vecchio di sette anni. Finchè un giorno gli osservatori del Monaco non lo notano nel torneo under 15 a cui partecipa con la squadra del suo quartiere: nel 2004 Yannick entra così in uno dei migliori centri di formazione dell'Esagono ed il suo impatto con l'universo biancorosso è subito eccellente.
Nel 2008 è protagonista della prima affermazione del club del Principato nel campionato riserve (Championnat de France des Réserves Professionnelles), alla quale contribuisce con quindici reti complessive, una doppietta in semifinale ed il gol decisivo nella finale vinta sul Lille; è il punto più alto della sua carriera monegasca, con la firma del primo contratto professionale e l'aggregazione alla prima squadra che seguono a ruota.

La squadra B del Monaco, allenata da Frédéric Barilaro e vincitrice del campionato riserve nel 2008: Sagbo è il quinto da sinistra in alto. Nella foto possiamo riconoscere anche il camerunense Nkoulou, attualmente titolare in prima squadra in Ligue1 (è il secondo da sinistra in alto); altri due giocatori di questo gruppo giocano al momento in Ligue2: si tratta di Distel Zola, centrocampista, un gol e un assist con la maglia del Laval (il sesto da sinistra in alto), e di Yohan Thuram-Ulien, portiere del Tours, 19 presenze (l'ultimo da sinistra in alto)- foto asm-fc.com

Ma da quel momento le cose iniziano purtroppo a girare per il verso sbagliato: la pubalgia e gli infortuni muscolari, la forte concorrenza in attacco, successivamente le incomprensioni con il nuovo allenatore Guy Lacombe ed un ruolo non proprio congeniale sulla fascia, fanno sì che dal giorno dell'esordio in Ligue 1, avvenuto l'8 novembre 2008 (Monaco-Lyon 0-1), Yannick metta insieme solamente tre apparizioni nella stagione 2008-2009 e quindici, quasi tutte da subentrante, in quella seguente, senza mai riuscire a trovare la via del gol.
In compenso le soddisfazioni arrivano per lui con la casacca degli Elefanti: convocato per la prima volta in una selezione giovanile del suo paese d'origine in occasione dell'edizione 2010 del torneo di Toulon, il ragazzo si mette in luce nella Costa d'Avorio che si aggiudica la competizione, sempre titolare in tutte le cinque partite ed autore di due gol.
Pochi mesi dopo, ecco anche la chiamata del nuovo selezionatore della nazionale maggiore François Zahoui, complice l'assenza di Drogba che non si è ancora del tutto ristabilito dopo l'operazione al ginocchio; il suo debutto con i grandi coincide con un altro debutto, quello di Prandelli sulla panchina azzurra, nell'amichevole Costa d'Avorio - Italia (1-0) dell'11 agosto 2010 a Londra, in cui Sagbo entra in campo al 17' del secondo tempo e corona il sogno di giocare insieme al fratello Demel (nella foto, un contrasto aereo con Chiellini).

(foto Claudio Villa)

Quell'estate le sue prestazioni durante la preparazione precampionato sono molto incoraggianti, ma appare chiaro che Lacombe e il Monaco non contano realmente su di lui e così l'ultimo giorno di mercato si concretizza la cessione all'ambizioso Evian neopromosso in Ligue 2; l'ivoriano s'impegna per quattro anni con il club alpino, convinto dalle parole del direttore sportivo Pascal Dupraz e del tecnico Bernard Casoni.
Per la verità, anche con la nuova maglia l'inizio è un po' in sordina ed in tutto il girone di andata sono appena due le sue reti, la prima da professionista messa a segno contro il Nîmes il 19 ottobre 2010, undicesima giornata, ed il rigore trasformato contro il Le Mans alla quindicesima.
Il 2011 comincia bene, con un gol nel sorprendente 3-1 con cui l'Evian elimina l'Olympique Marseille ai trentaduesimi di Coupe de France, ma bisogna attendere ancora perchè il giovane attaccante si sblocchi pure in campionato; la vittima predestinata è di nuovo il Nîmes, nella sfida di ritorno del 1° aprile decisa proprio dalla realizzazione di Sagbo, che a partire da quel momento appare del tutto trasformato: nella partita successiva -trentesima giornata- rifila al Sedan addirittura una tripletta, diagonale rasoterra di sinistro, volée di destro, pallonetto ancora di sinistro, per poi andare a bersaglio anche alla trentunesima, trentatreesima e trentaquattresima e mettere il suo zampino nel vantaggio dei Roses alla trentacinquesima.
Sette gol in sette giornate, dunque, complessivamente nove gol e tre assist in ventotto partite, di cui ventitrè giocate da titolare.
Ai microfoni, Yannick ora racconta di come abbia avuto bisogno di tempo per prendere le misure alla Ligue 2, campionato fisicamente molto impegnativo e con pochissimi spazi per gli attaccanti, di quanto siano stati determinanti per lui dal punto di vista psicologico la fiducia di Casoni e dei compagni ed in seguito il gol segnato al Nîmes, con la sensazione di essersi liberato da un peso dopo quattro mesi e mezzo di astinenza dalla rete; e di come il suo obiettivo sia quello di continuare a marciare su questi ritmi per attirare nuovamente l'attenzione del commissario tecnico e tornare a vestire la maglia della Costa d'Avorio.

(In azione in Sedan-Evian 1-4, foto etgfc.com)


Alto 1,83 m. per 74 kg., Sagbo è un centravanti potente, veloce, dall'ottimo impatto fisico e forte nel gioco aereo, capace di calciare bene con entrambi i piedi, di proteggere palla e di muoversi spalle alla porta. Dà il meglio di sè se schierato al centro dell'attacco, posizione da cui ama partire per poi muoversi su tutto il fronte, ma in caso di necessità è in grado di agire anche da attaccante di fascia destra, come nella poco fortunata parentesi monegasca. Buona tecnica, prezioso anche per i compagni di reparto per le sue sponde, sta adesso lavorando molto sulla fase difensiva, fin qui uno dei suoi punti deboli, ed in particolare sulla capacità di pressare alto per recuperare velocemente il pallone. Di certo, se migliorasse sotto quest'aspetto e confermasse i recenti progressi evidenziati sul piano realizzativo, potrebbe davvero considerarsi un attaccante completo.
Al momento, riguardo al suo futuro nessuna decisione definitiva è stata presa; mentre giungono indiscrezioni sull'interessamento di vari club, il giocatore ha fatto sapere che ogni discorso è rimandato a fine stagione e che in caso di promozione prenderebbe volentieri in considerazione anche l'idea di rimanere all'Evian. L'unica cosa che esclude a priori è un ritorno a Montecarlo, al suo club formatore che non ha creduto in lui e con il quale non si è lasciato troppo bene: "Se l'anno prossimo giocherò contro il Monaco, vedranno di cosa sono capace", ha dichiarato recentemente al sito ufficiale dell'Evian Yannick, che non vede l'ora di prendersi la sua rivincita.

Ecco una breve carrellata di gol di Sagbo:

Grande conclusione al volo al torneo di Toulon (Cile-Costa D'Avorio 0-2, 25/5/2010)

Tocco di esterno destro in amichevole contro il Benfica (Benfica-Monaco 3-2, 24/7/2010)

Interno destro a giro contro l'OM in Coupe de France (Evian-Olympique Marseille 3-1, 8/1/2011)

La tripletta contro il Sedan in campionato (Sedan-Evian 1-4, 8/4/2011)


martedì 4 gennaio 2011

Rodelin e i ragazzi del Nantes


Ad aggiudicarsi il trofeo assegnato dall'UNFP al miglior giocatore di Ligue 2 del mese di novembre è il giovane talento del Nantes Sylvio Ronny Rodelin, che con il 66% dei voti sopravanza nettamente altri due attaccanti, i più esperti Jean-François Rivière e Thorstein Helstad, quest'ultimo ancora una volta secondo dopo essersi piazzato alle spalle del vincitore di ottobre Karaboué.
Nel caso di Rodelin balza subito agli occhi una particolarità, la fulmineità con cui si è improvvisamente imposto all'attenzione generale: le tre partite da lui giocate a novembre, di cui due da titolare, sono sono state infatti anche le sue prime presenze in Ligue 2 in questa stagione, sufficienti però ad incantare tutti grazie a gol d'autore e lampi di classe assortiti. Al di là di questo exploit, indubbiamente s'intravedono delle doti che fanno ben sperare per l'avvenire di un giocatore fin qui frenato nella sua ascesa da reiterati infortuni di natura muscolare.
Sylvio Ronny è nato il 18 novembre 1989 a Saint-Denis de la Réunion, in quel medesimo Dipartimento d'Oltremare di cui sono originari i nazionali francesi Guillaume Hoarau e Dimitri Payet, due dei soli quattro calciatori dell'isola ad essere riusciti a vestire la maglia dei Bleus, insieme a Florent Sinama-Pongolle e a Laurent Robert; alto 1,93 per 80 kg., per struttura fisica e movenze Rodelin ricorda un pò proprio il centravanti del Paris Saint-Germain, rispetto al quale è però più tecnico e più esile. Secondo il suo attuale allenatore Baptiste Gentili, il ragazzo ha bisogno soprattutto di crescere sul piano fisico-atletico per fare il definitivo salto di qualità: e come ha fatto capire lo stesso Rodelin in una vecchia intervista, è probabile che il suo fisico filiforme, al tempo ancora in fase di crescita, abbia risentito in maniera particolare del passaggio dal tipo di preparazione semiprofessionistica del Rodez -dove ha iniziato a giocare quindicenne nel 2004 e dove ha esordito da senior nel campionato National 2007-2008, allenandosi in media tre volte a settimana- a quella molto più intensa a cui si è dovuto adattare al Nantes, il suo primo club professionistico a cui è approdato nell'estate del 2008; e che la causa dei problemi muscolari che lo hanno sempre tormentato sia dunque da ricercare proprio lì.
Ad ogni modo, l'arrivo di Rodelin coincide con un momento storico assai poco felice per il Nantes: dopo aver conosciuto l'onta della prima retrocessione nel 2006-2007, l'anno successivo i Canarini riescono a risalire in Ligue 1 per poi tornare immediatamente in seconda serie al termine della stagione 2008-2009, proprio quella del debutto di Ronny in maglia gialloverde. Il giovane attaccante gioca abitualmente con la squadra riserve in CFA 2 (quinta serie) e nel frattempo si allena in pianta stabile con la prima squadra guidata da Elie Baup, che in qualche occasione lo convoca senza tuttavia mai schierarlo. Il momento dell'esordio in Ligue 1 arriva il 19 febbraio 2009, a diciannove anni, quando davanti al pubblico della Beaujoire subentra dalla panchina in Nantes-PSG 1-4 della ventitreesima giornata; il debutto dal primo minuto avviene invece il 4 aprile dello stesso anno: per sopperire alle numerose defezioni in attacco Baup lo getta subito nella mischia in Nantes-Lille 0-2, in quella che resterà la sua unica presenza da titolare a cui si aggiungeranno altre quattro apparizioni da subentrato.
Nel finale di stagione inizia tuttavia il suo calvario, poichè un grave infortunio agli adduttori gli fa saltare lo sprint conclusivo del campionato che sancisce la retrocessione del Nantes e lo costringe all'operazione e ad un lungo periodo di rieducazione. Torna ad allenarsi solo ai primi di settembre con il gruppo passato nel frattempo agli ordini di Gernot Rohr, ed il 28 gennaio 2010 viene girato in prestito per sei mesi al Troyes, allora in National, con l'intento di fargli accumulare minuti di gioco; il Troyes conclude la stagione al terzo posto e viene promosso in Ligue 2 ma Rodelin, alle prese con i consueti problemi fisici, gioca pochissimo facendo comunque in tempo a segnare una doppietta nel 2-0 al Gueugnon.
Quest'anno, rientrato alla base, ricomincia nuovamente dalla squadra riserve, nella quale le sue prestazioni sono molto confortanti; portato in panchina per la prima volta da Gentili in occasione di Nantes-Nîmes del 5 novembre 2010, quattordicesima giornata di campionato, sullo 0-0 sostituisce Deble ed è protagonista della vittoria dei Canarini segnando la rete del provvisorio 2-0, la sua prima con il Nantes. Da quel momento non si ferma più: complici anche la prolungata assenza per infortunio di Nimani, il giovane centravanti arrivato in questa stagione in prestito dal Monaco, e la scarsa vena di altri compagni di reparto, già dalla partita successiva si impone come titolare e alla sedicesima giornata stende con due reti il Clermont, dopo nemmeno una settimana dalla doppietta rifilata al Romagné nel settimo turno di Coupe de France; va in gol anche alla diciassettesima, in Istres-Nantes del 3 dicembre, con una splendida conclusione da quaranta metri, e si conferma ad alti livelli nelle ultime due uscite del 2010 contro gli avversari diretti per la promozione Sedan e Le Havre, nelle quali il meritato gol gli è negato rispettivamente da un salvataggio sulla linea e dalla traversa. Il suo bilancio provvisorio è di sei gol in otto presenze tra campionato e coppa.
Destro, forte nel gioco aereo grazie anche alla statura, Rodelin ha nelle sue corde grandi colpi ed è dotato di un tiro potente, di un ottimo controllo di palla in velocità e della capacità di giocare bene ad un tocco; in grado di occupare tutti i ruoli offensivi, predilige la posizione di attaccante centrale dalla quale sa svariare su tutto il fronte d'attacco, ma può essere molto pericoloso anche partendo dalla fascia perchè ha dribbling e cross. Gentili l'ha impiegato finora nel 4-4-2 in coppia con il serbo Djordevic e nel 4-3-3 sia da punta centrale che da punta esterna, sempre con risultati soddisfacenti.
Insomma, è chiaro che si tratta di un ragazzo a cui le potenzialità non mancano di certo, e se d'ora in avanti saranno supportate anche dall'integrità fisica e naturalmente dalla giusta attitudine mentale, è difficile non pronosticargli un prosieguo di carriera ad alti livelli.


Tra i Cadetti Nazionali del Nantes 1983 si riconoscono i giovanissimi
Didier Deschamps e Marcel Desailly (foto footnostalgie.free.fr)

Rodelin rappresenta uno dei frutti più felici dell'inversione di tendenza voluta dal presidente del Nantes Waldemar Kita, arrivato nel 2007 dopo la prima retrocessione ed inviso a gran parte della tifoseria per i cattivi risultati della squadra sotto la sua gestione e per i continui stravolgimenti nello staff tecnico e nell'organico; l'estate scorsa, dopo l'ennesima stagione deludente, Kita ha finalmente deciso di dare stabilità alla guida tecnica riconfermando Gentili ma soprattutto di tornare ad affidarsi al vivaio: quel vivaio che storicamente ha sempre costituito il fiore all'occhiello ed il marchio di fabbrica della Maison Jaune, principale segreto di una squadra capace in passato di stregare con il suo gioco l'intera Francia, conquistando svariati primati nazionali tra cui il record di anni consecutivi trascorsi in prima divisione (quarantaquattro tra il 1963 e il 2007) e diventando quello che rimane tuttora il terzo club transalpino più titolato alle spalle di Saint-Etienne ed Olympique Marseille. Il primo artefice del grande Nantes e della filosofia imperniata sui giovani cresciuti in casa è stato il leggendario Josè Arribas, il basco che con i suoi sedici anni di permanenza tra il 1960 e il 1976 è anche l'allenatore rimasto più a lungo alla guida dei gialloverdi, vincendo nel frattempo tre campionati; e che con la sua idea di calcio votato all'offensiva e basato sul movimento collettivo,idea che lui amava riassumere nelle tre parole velocità, tecnica e intelligenza, ha segnato un'epoca ed incarnato un modello da seguire per le generazioni successive, tanto che all'inizio degli anni novanta per indicare un certo stile di gioco è stata coniata l'espressione jeu à la nantaise; e tanto che Jean-Claude Suadeau, uno dei suoi discepoli e successori sulla panchina dei Canarini, oggi settantaduenne, in una recente intervista si è spinto ad affermare "A Nantes eravamo trent'anni avanti rispetto al Barcellona" (qui il testo integrale).
E' stato proprio il tecnico basco a volere fortemente il centro di formazione, che si trova all'interno del complesso inaugurato ufficialmente nel 1978 con il nome di Josè Arribas-La Jonelière, omaggio doveroso. Dalla Jonelière sono usciti metà dei giocatori che componevano la rosa del Nantes campione di Francia 1995 e addirittura l'80% di quelli del Nantes campione del 2001; sono usciti inoltre, caso unico tra i club francesi, tre campioni del mondo 1998 (poi campioni d'Europa 2000), ovvero Marcel Desailly, Didier Deschamps e Christian Karembeu. Per sei anni consecutivi,tra il 1996 e il 2002, il centro si è classificato al primo posto nella classifica stilata annualmente dalla DTN, la Direzione Tecnica della federazione francese. Nella graduatoria relativa al 2009-2010, il Nantes occupa la diciannovesima posizione, ma vari dati sono indicativi delle prospettive di risalita a breve termine: ad esempio, il buon numero di giocatori della Maison Jaune nel giro delle rappresentative nazionali juniores, con il portiere Maxime Dupe ed il centrocampista Jordan Veretout, classe 1993, nell'Under 18 ed i difensori Yannick Moussa (1994) e Remy Lahaye (1995) rispettivamente nell'Under 17 e nell'Under 16, se vogliamo prendere in considerazione solo le selezioni più recenti; o anche gli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni a livello giovanile dal club, finalista nel campionato Under 19 nel 2009 e semifinalista sia nello stesso campionato Under 19 sia in Coppa Gambardella l'anno scorso.
Così alla fine della passata stagione Kita ha promosso alla direzione del centro di formazione proprio il tecnico dell'Under 19 Samuel Fenillat, una vita al Nantes tra undici anni da giocatore e nove da formatore, che ha voluto accanto a sè altre due vecchie bandiere come Amisse e Ziani, formando in tal modo un gruppo di lavoro ideale per trasmettere ai giovani il senso di appartenenza ai colori gialloverdi; e l'allenatore della prima squadra Gentili ha iniziato ad attingere a piene mani dal serbatoio della Jonelière: del gruppo allargato di titolari che tanto bene sta facendo quest'anno in Ligue 2, oltre a Rodelin altri sei sono cresciuti in casa.
C'è il portiere Guy Rolland Ndy Assembe (1988), considerato uno dei migliori della categoria nel proprio ruolo, personalità ed ottimi riflessi, già una ventina di presenze in Ligue 1 con il Valenciennes, a cui era stato girato in prestito la scorsa stagione per sopperire all'infortunio del titolare Penneteau; con Le Guen sono arrivate per lui le prime convocazioni nel Camerun, con cui nel 2010 ha partecipato da terzo portiere sia alla Coppa d'Africa che al Mondiale sudafricano, per venire successivamente promosso titolare dal nuovo selezionatore Songo'o in occasione della prima amichevole post mondiale ad agosto.
Spicca poi il versatile trio di difensori, tutti classe 1991 e tutti dalle ottime qualità tecniche, che quasi certamente rappresenterà la Francia di Smerecki al mondiale Under 20 in Colombia: si tratta di Loïc Nego, titolare fisso con Smerecki nella Francia Under 19 campione d'Europa 2010, esterno destro basso in cui Gentili vede le potenzialità per diventare un'ala, ma che all'occorrenza può nel frattempo giocare anche da esterno sinistro e da centrale difensivo; di Vincent Sasso, difensore centrale alto ed elegante in grado di occupare tutti i ruoli della retroguardia, che il tecnico del Nantes quest'anno sta schierando principalmente da terzino destro come alternativa al titolare Martins Pereira; e di Lionel Carole, una delle sorprese della stagione, esterno sinistro che ha iniziato la carriera da centrocampista e che in difesa sa adattarsi anche a destra, già una preselezione con l'Under 21 di Mombaerts per lo stage di inizio ottobre 2010.
A centrocampo c'è William Vainqueur (1988), uno degli elementi più impiegati quest'anno, dotato di tecnica, fisico e dinamismo e capace di muoversi sia al centro che sulla fascia; nel 2009 ha collezionato due convocazioni con l'Under 21, dopo che un gravissimo infortunio gli aveva negato il debutto con l'Under 19 in occasione dell'Europeo austriaco del 2007.
Ed infine il coreano Lee Yong-Jae (1991), attaccante veloce, instancabile ed intelligente che con Gentili ha giocato anche da esterno alto di centrocampo in un 4-4-2 molto offensivo: Lee viene ugualmente considerato dal club come giocatore formato in casa in quanto, dopo aver disputato il Mondiale Under 17 del 2007 nella sua Corea del Sud ed essere approdato in Inghilterra alle giovanili del Watford rimanendovi dal 2007 al 2009, è proprio con i Canarini che ha iniziato la sua carriera da senior, partendo come gli altri compagni dalla squadra riserve per poi passare alla prima squadra.
Nella vittoria del 5 novembre scorso contro il Nîmes, i sette giocatori citati hanno concluso la partita contemporaneamente in campo (quattro erano partiti dall'inizio), per una squadra dall'età media di ventidue anni e mezzo guidata dall'esperienza del capitano Bruno Cheyrou, l'ex centrocampista di Liverpool, OM, Bordeaux e Rennes.
A questi ragazzi vanno aggiunti il terzo portiere Zelazny (1991) e altri giovani cresciuti nel club che abitualmente giocano nel Nantes B in CFA 2 e danno il loro contributo in caso di necessità ; nella squadra riserve ci sono comunque alcuni elementi già in rampa di lancio per essere aggregati stabilmente alla prima squadra: in particolare si dice un gran bene di due centrocampisti centrali, che magari non sono dotatissimi sul piano dell'impatto fisico ma lo sono di sicuro su quello tecnico, il mancino Adrien Trebel (1991), grinta ed eccellente lancio lungo, ed il destro Veretout, già citato, diciassettenne preciso nei passaggi e dal gran senso della posizione.
Com'era facilmente prevedibile, questo ritorno alla tradizione è stato salutato con favore dalla tifoseria del Nantes, anche se in alcuni prevale ancora lo scetticismo nei confronti della dirigenza, in attesa di capire se la svolta sia nata da un progetto realmente studiato a tavolino o semplicemente da circostanze contingenti quali le difficoltà economiche del club, aggravate dalla permanenza in Ligue 2 e dal progressivo disamoramento del pubblico che puntualmente diserta gli spalti della Beaujoire.
Inoltre, i sostenitori gialloverdi sono perfettamente consapevoli del fatto che sarà molto difficile trattenere i migliori giovani nella Loira, a maggior ragione se a fine stagione non dovesse essere centrato l'obiettivo promozione; già nelle settimane prenatalizie le acque sono state agitate dai casi di Nego e Carole, che per il momento non hanno ancora trovato l'accordo per il rinnovo dei rispettivi contratti in scadenza a giugno, e nel frattempo il consigliere sportivo Gilles Favardi ha ammesso di aver ricevuto più di un'offerta per Rodelin e altri giocatori.
Se dunque nella realtà del Nantes odierno sarebbe utopico pensare di tornare ai fasti di una volta e ad una squadra che vinca trofei e diverta con i ragazzi cresciuti alla Jonelière, c'è da augurarsi quantomeno che venga data continuità ad una politica che può certamente assicurare al club e ai suoi tifosi un futuro più sereno ed allo stesso tempo ricreare un'identità forte ed un ponte simbolico con la propria storia .

sabato 11 dicembre 2010

Il giocatore del giorno- Gueïda Fofana (Le Havre AC)

Fofana con la maglia del Le Havre nel giorno della sua prima partita
da titolare tra i professionisti (Le Havre - Metz 2-0)
Nella sofferta vittoria sul Metz che consente al Le Havre di portarsi provvisoriamente al terzo posto della classifica, sia pure in coabitazione, c'è lo zampino di Gueïda Fofana, autore del gol del momentaneo 2-0 con una prodezza su punizione.
Pilastro ormai inamovibile della squadra normanna nonostante la giovane età, il diciannovenne centrocampista francese di origine maliana era il capitano dell'Under 19 di Francis Smerecki che nel luglio scorso si è laureata campione d'Europa nel torneo continentale giocato proprio in Normandia, dopo un'esaltante cavalcata conclusa dalla finale vinta in rimonta sulla favoritissima Spagna di Canales e Thiago Alcântara. Con la fascia al braccio guiderà anche l'Under 20 che dal 29 luglio al 20 agosto 2011 disputerà il Mondiale di categoria in Colombia, con lo stesso gruppo e lo stesso selezionatore: nelle rappresentative nazionali Gueïda ha fatto tutta la trafila, capitano con Smerecki già ai tempi dell'Under 17 che nel 2008 arrivò fino alla finale dell'Europeo in Turchia, per poi essere sconfitta nettamente da quella stessa Spagna incontrata due anni dopo per la rivincita.
Alto 1,82 per 74 kg., destro, Fofana è la classica sentinella davanti alla difesa, in grado all'occorrenza di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo e quello di centrale difensivo; nel 4-2-3-1 utilizzato più frequentemente da Smerecki, copre le spalle al trio di trequartisti in coppia con Coquelin. Gran recuperatore di palloni, instancabile nel pressing, ha personalità notevole e non si tira mai indietro nei contrasti, facendosi valere anche nel gioco aereo. Alle doti di combattività e movimento unisce un buon tiro dalla distanza e qualità tecniche superiori alla media per un giocatore dalle caratteristiche principalmente difensive.
Nato a Le Havre il 16 Maggio 1991, ha legato finora tutte le tappe importanti della carriera unicamente ai colori Ciel et Marine della squadra della sua città.
Al centro di formazione dell'HAC arriva infatti a soli undici anni, pescato nel club amatoriale del suo quartiere, l'ES Mont-Gaillard, e già nella stagione 2008-2009, quella della retrocessione dalla Ligue 1, viene convocato a più riprese in prima squadra senza tuttavia mai esordire. L'esordio non si fa però attendere e arriva nella stagione successiva in Ligue 2, con il nuovo tecnico Cédric Daury: poco dopo aver firmato il suo primo contratto da professionista, il 18 agosto 2010 subentra dalla panchina nel corso di Tours-Le Havre e il 26 settembre fa la sua prima apparizione da titolare giocando tutti i novanta minuti nel match vinto contro il Metz; esattamente due mesi dopo, il 26 novembre, segna anche il primo gol della carriera nell'1-0 all'Ajaccio. Conquista immediatamente la fiducia di Daury e conclude il suo 2009-2010 con ben trenta presenze di cui ventuno da titolare.
L'Europeo vinto da protagonista gli ha dato un'ulteriore spinta e la consacrazione internazionale, convogliando le attenzioni dei grandi club europei, in particolar modo Chelsea, Arsenal, Liverpool e Barcellona che hanno più volte inviato i propri osservatori a visionarlo.
Arriva dunque adesso per lui il momento più difficile, quello della conferma, nella speranza che sia beneaugurante il precedente della Francia Under 19 del 2005, l'ultima a vincere un titolo continentale: Gourcuff, Lloris, Diaby, Sow, Cabaye, Kaboul erano alcuni tra i protagonisti di quella squadra e dopo cinque anni li ritroviamo ancora protagonisti ad alti livelli.
A suo vantaggio potrebbero giocare una maturità e un'esperienza fuori dal comune per un ragazzo della sua età, frutto anche della saggia scelta fatta a suo tempo dal giocatore, che ha preferito rimanere a Le Havre, accumulando così preziosi minuti di gioco ed iniziando presto a confrontarsi con la competizione, mentre molti suoi compagni di nazionale che militano in club più prestigiosi sono costretti a mordere il freno in panchina e hanno minori possibilità di crescita.

Ricordiamo che il centro di formazione del Le Havre è considerato attualmente uno dei migliori di Francia: nel 2010 si è classificato nono nella speciale graduatoria stilata ogni anno dalla Direzione Tecnica Nazionale della Federazione Francese, con punteggio calcolato in base a vari parametri tra i quali numero di contratti professionali firmati, numero di partite giocate in prima squadra e numero di selezioni nelle rappresentative nazionali dei giocatori formati al club. Tra i più noti al grande pubblico usciti da questa scuola si possono citare Mandanda, Hoarau, N'Zogbia, Payet, Niang; il caso più recente è invece quello del giovane centrocampista Paul Pogba, prelevato dal Manchester United.
Fofana non è l'unico giocatore dell'HAC nel giro delle varie selezioni francesi giovanili: al momento ci sono anche il portiere Boucher nell'Under 19 e i difensori Gouano nell'Under 18 e Bah e Mendy nell'Under 17.

giovedì 25 novembre 2010

Il giocatore del giorno- Lossemy Karaboué (CS Sedan)

Karaboué in azione con la maglia del Sedan.
(www.lunionpresse.fr)

Proprio in questi giorni è arrivata l'ufficialità: l'UNFP, il sindacato dei calciatori professionisti francesi, ha assegnato il trofeo di miglior giocatore di Ligue 2 per il mese di ottobre al ventiduenne talento del Sedan Lossemy Karaboué, che ha conquistato il 51% delle preferenze superando nettamente gli altri due candidati, il cannoniere norvegese del Le Mans Helstad e il capitano della capolista Tours Cardy.
Si tratta di un riconoscimento ampiamente meritato, alla luce di un rendimento davvero brillante impreziosito da sette gol (nessuno su rigore) con il terzo posto nella classifica marcatori alle spalle di Guié-Guié e dello stesso Helstad, e da cinque assist vincenti (è preceduto in questa speciale graduatoria solo da Haddad dello Châteauroux), che hanno contribuito a trascinare il Sedan all'inattesa seconda piazza e a fare di Karaboué quella che al momento è senza dubbio una delle sorprese più piacevoli della Ligue2 2010-2011.
Questo giovane francese di origine ivoriana, un brevilineo alto 1,70 per 70 kg, è un'ala destra molto tecnica e rapida, forte con entrambi i piedi, che può all'occorrenza agire anche sulla fascia mancina.
Nato a Parigi il 18 marzo 1988, è un prodotto del centro di formazione dell'Olympique Lyonnais, attualmente uno dei più prolifici di Francia: negli anni in cui vi cresceva Karaboué, nel medesimo settore giovanile si mettevano in luce, tanto per citarne alcuni, i vari Benzema, Ben Arfa, Rémy, Mounier, nonchè più di un elemento dell'attuale prima squadra come Gonalons, Pied e il giovanissimo Lacazette.
Ma mentre per la quasi totalità degli altri ragazzi l'esordio tra i professionisti è avvenuto proprio con la maglia dell'OL, la carriera di Lossemy ha preso una piega differente: adocchiato dagli osservatori lionesi nelle fila dell'US Saint-Denis, a quattordici anni entra nel centro di formazione dei Gones con i quali resta dal 2002 al 2008, giocando brillantemente con il Lyon B in CFA (quarta divisione) e collezionando nel frattempo anche varie presenze con le rappresentative nazionali giovanili, in particolare quattro con l'Under 17 (un gol) e otto con l'Under 19.
Nonostante ciò, il debutto in prima squadra non arriva e così Karaboué rompe gli indugi e decide di accettare l'offerta del Sedan, che nell'estate 2008 gli fa firmare il suo primo contratto pro. Inizialmente condizionato da un problema al ginocchio, gioca in Ligue 2 la prima partita da professionista alla quinta giornata di campionato, subentrando dalla panchina in Guingamp-Sedan 1-1 del 28 agosto 2008, e riesce in seguito a conquistarsi un posto da titolare già al suo anno d'esordio in rossoverde, segnando anche quattro gol.
Ma la stagione 2009-2010, che dovrebbe essere per lui quella della conferma, inizia purtroppo in modo drammatico: contro il Le Havre, proprio alla prima giornata, in uno scontro con un difensore avversario si procura la rottura dei legamenti crociati del ginocchio sinistro; farà comunque in tempo a rientrare per la parte finale del campionato e a mettere a segno due reti.
Quest'anno ha finalmente potuto svolgere una preparazione fisica senza intoppi e i frutti si sono subito visti: elemento imprescindibile nel 4-4-2 iper-offensivo e spettacolare di Landry Chauvin, dove gioca solitamente da esterno alto a destra, Karaboué ha sfiorato il premio di miglior giocatore già nel mese di settembre, classificandosi secondo dietro all'esperto centravanti brasiliano del Troyes Marcos Dos Santos.
Una distorsione alla caviglia gli ha fatto saltare l'impegno di coppa vinto la scorsa settimana dal Sedan contro lo Steinseltz, ma il recupero è stato più rapido del previsto e già ieri Lossemy ha ripreso ad allenarsi con i compagni: dovrebbe perdere al massimo un'altra partita per precauzione, quella in programma domani sera a Metz.
Attualmente il giocatore è sotto contratto con i Sangliers fino al 2012, ma naturalmente le sue prestazioni non sono passate inosservate e hanno suscitato l'interesse di vari club di Ligue 1; secondo alcune indiscrezioni, persino la presenza di Gérard Houllier sugli spalti del Louis Dugauguez per la partita di campionato contro l'Ajaccio, ufficialmente dovuta a una visita di cortesia al presidente del Sedan, sarebbe stata soprattutto l'occasione per osservare da vicino i progressi di un giocatore che il manager dell'Aston Villa conosce benissimo, avendo allenato l'OL proprio negli anni in cui Lossemy giocava con la squadra riserve. In ogni caso, la certezza è che se Karaboué continuerà ad esprimersi su questi livelli sarà molto difficile trattenerlo ancora a lungo nelle Ardenne.


Video: Sedan-Vannes 4-0 (tredicesima giornata), con due gol e un assist di Karaboué

lunedì 15 novembre 2010

Il giocatore del giorno- Sebastian Ribas (Dijon FCO)

Ribas in azione con la maglia del Dijon.

Con il suo gol all'84', Sebastian Ribas consente al Dijon di ottenere una sofferta e preziosissima vittoria sul Reims e porta a sette il suo personale bottino nella classifica marcatori, preceduto solamente da Guié-Guié (Tours, 10 reti) e da Helstad (Le Mans, 8). Nato l'11 marzo 1988 a Montevideo e cresciuto nella Juventud de Las Piedras, alto 1,89 per 86 kg, questo giovane uruguayano con passaporto italiano è una punta centrale potente fisicamente ed intelligente tatticamente,diventato ormai un punto di riferimento imprescindibile nell'attacco del DFCO. Non ancora diciottenne si mette in luce proprio in Italia, quando nel 2006 conquista a sorpresa il Torneo di Viareggio con la maglia della Juventud, segnando il gol decisivo nella finale vinta per 1-0 sulla Juventus e ricevendo il riconoscimento di miglior giocatore della competizione. Finisce così all'Inter, dove gioca e segna 17 reti con la Primavera di Balotelli, Bonucci e Biabiany che vince lo scudetto di categoria nel 2007. Nel frattempo Roberto Mancini lo fa esordire in prima squadra in Coppa Italia contro l'Empoli il 17 gennaio 2007 (nella stessa partita in cui esordisce Biabiany), in quella che resterà la sua unica presenza con la maglia nerazzurra. Nella stagione successiva non è fortunato il prestito allo Spezia in C1 (l'attuale Lega Pro) , con una manciata di apparizioni e nessun gol, tanto che a gennaio il ragazzo fa ritorno all'Inter in tempo per vincere un altro titolo con la Primavera, il Viareggio 2008, diventando il primo giocatore del torneo a trionfare con due squadre diverse. La svolta giusta della carriera sembra arrivare nel luglio 2008, con l'approdo al Dijon in Ligue 2: Ribas si adatta velocemente al calcio francese e in Borgogna diventa subito titolare indiscutibile, segnando nove reti nella prima stagione e ben sedici nella seconda, con il terzo posto tra i cannonieri dietro a Giroud del Tours e Modeste dell'Angers,oggi entrambi in Ligue 1 con le maglie rispettivamente di Montpellier e Bordeaux. Promosso capitano dall'allenatore Carteron, quest'anno ha realizzato una tripletta nel sorprendente 5-1 all'Evian, la sua seconda con il Dijon dopo quella rifilata nello scorso campionato allo Châteauroux, e il suo rendimento costante l'ha fatto entrare nelle mire di mercato di vari club francesi ed esteri. Una curiosità: Sebastian è il figlio di Julio Cesar Ribas, allenatore ed ex calciatore uruguayano che in molti ricorderanno sulla panchina del Venezia in Serie B, nella stagione 2004-2005.


Video: Dijon-Châteauroux 5-4 (30-10-2009), con tripletta di Ribas


Video: Gran gol di Ribas in Dijon-Tours del 14/08/2009
(video tratto dal sito ufficiale www.sebaribas.com)


venerdì 5 novembre 2010

GIOCATORE DEL GIORNO: Driss Fettouhi

Probabilmente è solo un caso, ma anche questa volta scegliamo un "giocatore del giorno" tra le squadre impegnate nella lotta per non retrocedere. La scorsa settimana è stata la volta di Atila Turan (vedi 13° giornata) del Grenoble, oggi parliamo di

DRISS FETTOUHI



...qui con la maglia del Le Havre, dove nella stagione 2008/2009 ha collezionato una presenza in Ligue 2 (subentrando dalla panchina). Da due anni gioca nell'Istres e questa sera ha siglato il gol-vittoria (0-1) per quello che è stato un risultato assolutamente inaspettato. Questo gol regala molte speranze all'Istres in chiave salvezza.


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